CINA

 

Itinerario

Beijing (Pechino) - Badaling - Zhengding - Pingyao - Xian - Luoyang - Grotte di Longmen - Kaifeng - Qufu - Qingdao - Nanjing - Suzhou - Hangzhou - Wuzhen - Shanghai

Periodo 18/07/2008 - 18/08/2008

Spostamenti bus, treno

Partecipanti 2 persone

Guida utilizzata Cina 3° Ed. Italiana - Guide EDT/Lonely Planet
ELENCO delle precisazioni alla guida utilizzata

 

Dove Dormire (tra parentesi prezzo e giudizio da 1 a 3 stelle)
1 Euro = 10,3 Yuan

Beijing - Far East Youth Hotel (290 Yuan - )
Zhengding - Huayang Vacation Hotel (268 Yuan con colazione - )
Pingyao - Harmony Guesthouse (120 Yuan - )
Xian - Xiangzimen Youth Hostel (180/158 Yuan con bagno/bagno condiviso - )
Luoyang - Ming Yuan Hotel (180 Yuan - )
Kaifeng - Dajintai Hotel (100 Yuan con colazione - )
Qufu - Xiuxian Hotel (160 Yuan - )
Qingdao - Kaiyue Hostelling International (220 Yuan - )
Nanjing - Jasmine Hostelling International (108 Yuan bagno condiviso - )
Suzhou - Mingtown Youth Hostel (120 Yuan bagno condiviso - )
Hangzhou - Mingtown Youth Hostel (120 Yuan bagno condiviso - )
Shanghai - Mingtown Hiker Youth Hostel (220 Yuan - )

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Nella terza settimana di viaggio siamo stati ospitati in diretta da Radio BCS
Ascolta le registrazioni (mp3)

Lun
Mar
Mer
Gio
Ven

Impressioni
Che non andassimo in un paese del terzo mondo lo sapevamo prima di partire ma che ci recassimo in uno stato così all'avanguardia, almeno per quel che riguarda le città dell'est, sinceramente non ce lo aspettavamo. Non c'è mancato nulla rispetto a casa e proprio per questo è stato il mese di viaggio trascorso più velocemente, ma d'altra parte è mancata un po' la magia che avevamo trovato nei due precedenti viaggi in Oriente. Non mancano le note positive: le persone sono un po' restie ad aprirsi e un po' rigide nelle regole ma quando decidono di aiutarti si fanno in quattro per portarti alla meta, alcuni dei luoghi visti sono particolarmente affascinanti (soprattutto le città più piccole come Zhengding, Pingyao e Qufu), il cibo un'assoluta scoperta che ci mancherà visto la differenza col cibo cinese in Italia. Complessivamente la sensazione provata è quella di una Cina che fa corsa a se, talmente grande, popolata e ricca nelle città, da non aver bisogno di nessuno.

VENERDI' 18 LUGLIO 2008 - SABATO 19 LUGLIO 2008
Per il quarto anno consecutivo, dopo la metà di luglio, siamo in partenza per un nuovo viaggio: quest'anno destinazione Cina con arrivo a Pechino (Beijing) poco prima delle olimpiadi. Volo Bologna – Parigi – Pechino molto tranquillo tranne per una rumorosa classe di bambini cinesi di rientro dalla visita della capitale francese che ci accompagna per tutto il viaggio. Bel piano voli che ci consente di arrivare la mattina alle 10 ristorati da qualche ora di sonno anche grazie ad un buon vino rosso servito a cena. L'arrivo in aeroporto è tutto uno slogan per le olimpiadi, il clima è caldo e un po' umido ma non ai livelli della nostra pianura padana. Primi litigi con la lingua e siamo sul bus che ci porta in centro città. Metro e ciclo-risciò e siamo in hotel, in mezzo agli hutong, a sud della Città Proibita. Dopo una doccia fresca e prima del coma, usciamo verso piazza Tienanmen dove ci accoglie una moltitudine di persone in festa visto che è sabato pomeriggio. Ci blocchiamo ad ammirare divertiti le pose dei turisti cinesi che si fotografano davanti all'enorme quadro di Mao appeso alla parete della Porta della Pace Celeste; ci sono anche dei fotografi express che in un minuto scattano la foto e la sviluppano con la stampante che tengono nella borsa a tracolla. Gli spazi qui a Pechino sono immensi e muoversi a piedi comporta tempi lunghissimi. Andiamo a cena e sperimentiamo il seafood ramen un eccezionale brodo di pesce con gli spaghetti e le verdure (¥26), cimentandoci con le bacchette con discreti risultati. A letto presto: siamo cotti.

DOMENICA 20 LUGLIO 2008
Dopo un abbondante american breakfast con una crocchetta di patate molto fritta e poco american, noleggiamo 2 bici (¥15/giorno) e ci dirigiamo verso la Città Proibita che decidiamo di visitare di domenica (!) consci della moltitudine di turisti che la affolleranno. Per raggiungere l'ingresso dobbiamo percorrere lunghi viali con direzione obbligatoria che allungano di molto il tragitto. Entriamo per la prima porta con un flusso di persone tale da farci sentire all'ingresso di un concerto ma dopo due lunghi cortili ci ritroviamo a fare una breve coda smaltita in modo rapidissimo da solo 8 cassiere (¥60): da noi gestire così tante persone richiederebbe l'intervento della protezione civile! Lo scenario che ci si apre è meraviglioso: dopo il Ruscello dalle Acque d'Oro è un susseguirsi di sale, una più sfarzosa dell'altra, fino al Palazzo della Tranquillità Terrestre. Il caldo si fa sentire e ci concediamo una sosta gelato; tutti prendono il ghiacciolo monogusto: c'è solo il mango e noi non ci sottraiamo al rito apprezzando il momento di refrigerio. Sono le 16 e riprendiamo le nostre bici per dirigerci a nord di piazza Tienanmen. Visitiamo l'esterno della Città Proibita ammirando il fossato esterno e i parchi attigui. Qualche goccia di pioggia e ci fermiamo nella zona dei laghi per uno spuntino. Ripartiamo vivendo la tranquillità e la voglia di divertimento che si respira attorno a questi laghi la domenica pomeriggio. A piedi giriamo per gli hutong, per la verità un po' deludenti, poco tradizionali e pieni di gadget per turisti. Riprendiamo le bici visitando la Torre della Campana e del Tamburo. Ritorniamo verso la zona centrale visitando la chiesa di San Giuseppe con un sagrato che si è trasformato in uno skate park. Questa via è un'esplosione di centri commerciali e banche, con enormi cartelli elettronici in stile Piccadilly Circus. La giornata volge al termine e ormai affamati ci lasciamo attrarre dal mercato notturno di Donghuamen che sembra un bel posto dove mangiare... ma la vista di stelle di mare lesse, spiedini di scorpione, millepiedi, serpente e di altre cose del genere ci fanno dirottare verso il nostro brodino già sperimentato ieri sera!

LUNEDI' 21 LUGLIO 2008
Solito breakfast e ancora in bici per Beijing diretti questa volta al Tempio del cielo (¥35); alcuni km in bici e ci ritroviamo all'interno di un parco in cui i cinesi praticano il taichi, cantano e suonano i flauti tradizionali. Lungo il grande viale uno schermo immenso reclamizza le olimpiadi, dissacrando il silenzio del luogo ma mostrando la potenza della tecnologia cinese. Il Tempio del Cielo, uno dei simboli della città, ci appare maestoso inducendo una certa soggezione nei confronti dello spettatore; bello il parco, l'altare e il piccolo Tempio della Volta Celeste Imperiale, ma il caldo si fa sentire e decidiamo di prendere le nostre bici: l'intento sarebbe quello di raggiungere la stazione dei bus, lontana 2-3 km dal parco per dirigerci in giornata a Tianjin. Ma dopo incomprensibili indicazioni e una lunga biciclettata che ci porta fuori città fino al 3° ring di Pechino, riusciamo ad arrivare alla meta solo all'una, per scoprire che il primo bus che parte è alle 14 e l'ultimo che rientra alle 17: sforzo inutile! Poco male abbiamo visitato i quartieri periferici “ammirando” i numerosi palazzoni in cui vivono stipati diversi milioni di persone. Con la bici passiamo in zona commerciale, dove ci concediamo un panino prima di prendere la metropolitana per visitare il nuovo quartiere creato per le olimpiadi. Dopo una lunga passeggiata (avevamo già detto che qui le distanze sono immense?!?) giungiamo sotto l'alto grattacielo a forma di fiaccola olimpica a fianco del complesso che ospiterà le gare di nuoto, un immenso stabile ricoperto di vetro a forma di bolle d'acqua. Si può visitare la zona solo da lontano visto che tutto è recintato e protetto da numerosi militari... a 20 giorni dall'inizio è un grande cantiere, ma siamo certi dell'efficienza cinese: l'8 agosto sarà certamente una grande festa. Con un bus istituito ad hoc visitiamo il quartiere olimpico e il National Stadium. Rientriamo in metro (¥2) e cena in zona commerciale con riso, funghi e carne.

MARTEDI' 22 LUGLIO 2008
Stamattina si va alla Grande Muraglia! Con la metro fino alla porta di Deshengmen per prendere il bus 919 che porta a Badaling (¥12). Purtroppo ci sorbiamo per 30 minuti la guida cinese che spiega ad un folto gruppo di turisti tutta la storia della grande muraglia con un microfono ed un amplificatore che ci spaccano le orecchie... tanto fastidio per non capire nulla! In 40 km di autostrada contiamo 4 tamponamenti multipli e questo la dice lunga sul traffico e sul modo di guidare dei cinesi, che detto tra noi, hanno auto belle e nuove, con una spiccata predilezione per le Volkswagen e le Audi. Arrivati a Badaling, iniziamo l'ascesa alla muraglia che è senza dubbio spettacolare anche se un po' troppo perfetta per essere credibile. Comunque il paesaggio è bello e la sfida di giungere fino alla torre più alta fa superare la fatica e il sole a picco delle ore centrali della giornata. C'è come ci aspettavamo tanta gente, come sempre in grandissima maggioranza cinese, che fotografa qualsiasi cosa e mangia ovunque e che per la verità fa perdere un po' la magia di questo luogo mitico. Per le 16 siamo in partenza e per le 18 siamo a cena... abbiamo saltato il pranzo e si sente, ma per recuperare, stasera solo pesce! Col far della sera visitiamo il maestoso National Grand Theater, una enorme semi sfera realizzata in titanio circondata d'acqua... sembra un astronave atterrata a due passi dal mausoleo di Mao. Veloce passaggio in internet (¥5/ora) e siamo a letto belli cotti. La capitale ci è apparsa molto più occidentale di quanto ce l'aspettassimo: la gente è ben vestita, pulita e curata, ragazzi e ragazzini pieni di gadget tecnologici, occhialoni e pelle pettinature. Gli ingressi ai musei sono nell'ordine dei 5 euro come pure il dormire non è sempre economicissimo. Città pulitissima, fatto forse legato alle olimpiadi, con vie larghissime, ultra illuminate, percorse da auto nuove e costose, strade piene di negozi di firma e fast food americani. Complessivamente ci è piaciuta anche se è meno orientale di altre capitali asiatiche visitate. Vedremo da domani come è la vita fuori Pechino.

MERCOLEDI' 23 LUGLIO 2008
Dopo un falso allarme per un incendio inesistente ma che ci fa scendere velocemente, facciamo colazione nel nostro hotel per accelerare i tempi. A piedi raggiungiamo la metro di Quianmen e dopo una decina di fermate siamo alla stazione ovest dei treni... ovviamente con un altro km a piedi. Non siamo consci di quello che dobbiamo fare e nessuno parla una parola d'inglese. Alla biglietteria non capiscono e ci mandano allo sportello 11 ma lì un ragazzo ci aiuta, dice due frasi in cinese ad alta voce e dopo qualche istante ci rimanda alla biglietteria dicendo che adesso dovremmo trovare i nostri due biglietti per Shijiazhuang. Come sempre il bigliettaio non ci intende, ma un distinto signore sulla sessantina ci fa da interprete e ci fa acquistare i due biglietti. La morale delle cose probabilmente è questa: in Cina non si può partire salendo al volo e quindi è meglio prenotare, allo sportello 11 dovevano dirci se qualcuno rinunciava alla prenotazione e alla biglietteria avrebbero rimesso a disposizione i biglietti non più prenotati. Dopo 2 ore e mezza di treno giungiamo a Shijiazhuang città di 2 milioni di abitanti: lo smog è talmente evidente che sembra ci sia la nebbia. Prendiamo il bus 31 e ci rechiamo a Zhengding, a circa 45 minuti di distanza. La situazione non è semplice: non abbiamo riferimenti di hotel né abbiamo una mappa della città, in più ben presto capiamo che l'unico modo per farci capire è mostrare le poche parole del frasario presente sulla guida. Il primo hotel che troviamo sembra non volerci, più che essere “full” e ci spedisce dall'altra parte della città all'Huayang Vacation Hotel che per €25 ci propone una bella stanza con colazione. Passiamo il resto del pomeriggio in giro guardando i numerosi negozi di abbigliamento che, seppur economici, vendono maglie a prezzi più cari che al mercato di Rovigo!

GIOVEDI' 24 LUGLIO 2008
Stamattina abbiamo scoperto la colazione a buffet: pane fritto fritto, uova unte, zappetta di riso, verdura saltata in padella e robe simili... per digerire tutto questo fritto ci vorrebbe l'ammazza caffè alle 9.00! Prendiamo il bus e ci rechiamo al tempio di Dafo: un bellissimo tempio Buddhista, un susseguirsi di sale contenenti statue gigantesche, il tutto immerso in una splendida tranquillità. Dopo quasi tre ore usciamo per visitare questa piccola cittadina in possesso di un ricco patrimonio artistico; visitiamo le 4 pagode e altri templi con una pausa ristoratrice presso una buonissima pasticceria. Verso le 18 rientriamo in centro fermandoci al mercato della frutta, della verdura e delle carni... come ovunque, quest'ultimo, uno spettacolo poco edificante. Cerchiamo un Internet point e 5 ragazzi ci propongono di accompagnarci; ci portano prima in una sala con 50/60 computer piena di cinesi che giocano, dove però veniamo rifiutati e poi in una seconda sala dalla parte opposta... nel tragitto i 5 ragazzi ci offrono pure il gelato ed inoltre a nostra insaputa ci pagano un'ora di collegamento a testa! Tanta gentilezza viene purtroppo compensata dall'arroganza e ignoranza del gestore che dopo 5 minuti pretende i nostri passaporti e senza troppe spiegazioni ci chiude la connessione. Ce ne andiamo scocciati e senza aver capito realmente il motivo. (Aggiunta al diario: possiamo dire che in questa città abbiamo avuto gli unici episodi di poca disponibilità sia nel primo albergo che nei due internet point; forse la città è troppo piccola e poco abituata ad aver a che fare col turista... peccato perché è tra le mete più gradevoli del nostro tour). Un po' di shopping serale e concludiamo la giornata con una cena in tema con la colazione mattutina: pollo fritto al KFC!

VENERDI' 25 LUGLIO 2008
Stamattina lunga giornata di trasferimento, quindi sveglia alle 7 e per le 7.30 siamo già a colazione e si vede: il buffet è più ricco di ieri e ci permette di assaggiare nuove pietanze; non manca il pane fritto, ma gustiamo germogli di soia saltati, mantou (una specie di pane bianco cotto al vapore), frittata con i funghi cinesi e arachidi fritte. Bus fino a Shijiazhuang ma alla stazione sbagliata; un simpatico ragazzo si candida ad accompagnatore ufficiale, viene con noi sul bus 20 che ci porta dalla parte opposta della città, ci fa da traduttore, ci compra i biglietti e si assicura perfino del numero dei nostri posti sul bus... il tutto senza nemmeno riuscire a pagargli la corsa di ritorno! Bus fino a Taiyuan ma anche qui le stazioni sono due e siamo in quella sbagliata; bus 611 e siamo pronti per partire per la sospirata Pingyao. Altre due ore e dopo 6 bus siamo finalmente all'interno di questa splendida cittadina murata. Con un carretto a motore giungiamo in una guest house diversa da quella che avevamo scelto (i soliti scaltri-autisti) ma è carina ed economica e alla fine rimaniamo. Doccia, cena e passeggiata serale: la tranquillità che qui si respira (insieme all'aria buona) è davvero piacevole.

SABATO 26 LUGLIO 2008
Dopo l'acquisto del biglietto cumulativo per la visita della città storica di Pingyao (¥120 intero/¥60 studenti per due giorni) visitiamo templi, case e banche che si sono incredibilmente conservati fino ai giorni nostri. Spiccano il Tempio di Confucio e l'antico centro governativo della città con la Torre della Campana che sovrasta la via Sud. Sia a pranzo che a cena assaggiamo diverse pietanze approfittando del fatto che, essendo luogo turistico, il menu è in inglese con numerose foto esplicative. Più che l'elenco dei luoghi ci soffermiamo a descrivere la tranquillità della città che si ritrova soprattutto nelle vie meno frequentate, dove non passano i folti gruppi di cinesi tutti dotati di potenti megafoni. Prima di cena passeggiamo per le mura di Pingyao e dopo il pesante fritto di patate e maiale passeggiamo fino a tardi con la nostra Tsingtao (¥5), la fresca birra prodotta qui in Cina.

DOMENICA 27 LUGLIO 2008
Stanotte dobbiamo prendere il treno e non abbiamo ancora notizie dei nostri biglietti che abbiamo deciso di far acquistare ai proprietari della guest house. Ma c'è chi è messo peggio di noi: due ragazzi inglesi di origine indiana dovrebbero partire alle 12.30 e non sanno ancora nulla. Iniziamo a chiacchierare partendo da questo motivo e facciamo colazione insieme. La conversazione è molto piacevole e si protrae per un paio di ore fin quando il loro bus per Xian è confermato: ci diamo però appuntamento a domani. Riprendiamo la visita alle 12, ammirando altre residenze storiche e la piccola chiesa cattolica. Pranziamo in un bel ristorantino poco frequentato ma che ci offre un ambiente caratteristico e dei buonissimi noodles di soia con verdure e carne e dumpling cotti al vapore. Ci soffermiamo nel pomeriggio a guardare i numerosi negozietti che affollano la città ma anche i piccoli ristoratori che, in grandi wok color nero catrame, preparano cibi in abbondante olio bollente. Altri esperimenti culinari e per le 19 siamo alla guest house dove recuperiamo i sospirati biglietti del treno che partirà alle 23 per Xian. La proprietaria della guest house ci permette una doccia e, come una mamma, ci dà la bottiglietta d'acqua per il viaggio. Con un automezzo elettrico ci dirigiamo in stazione e dopo il check-in e 15 minuti d'attesa ci dirigiamo al binario dove una addetta ci dispone come soldatini tutti in fila pronti a salire ordinatamente sul treno. Il viaggio notturno è su un treno nuovo e pulito (¥114 + ¥40 di commissione), gremito in ogni posto con cuccette lunghe esattamente 190cm… il metro e 89 di Nicola fatica a starci, ma alla fine la stanchezza prende il sopravvento.

LUNEDI' 28 LUGLIO 2008
Arriviamo con un'ora di ritardo, ma il cartello “Nicola” tenuto in mano dal ragazzo dell'ostello ci rassicura: abbiamo infatti deciso di seguire i nostri amici conosciuti ieri prenotando insieme lo stesso ostello. Un po' rintronati per il viaggio, facciamo la doccia in un bagno bello, pulito e più grande che a casa nostra: proprio quello che serviva per scrollarci di dosso le tossine della notte. Sono le 11 e non avendo ancora fatto colazione optiamo per un brunch abbondante e sostanzioso a base di pollo, offerto in uno dei numerosi fast food di Xian. Ci dirigiamo poi verso il quartiere musulmano, non prima di aver ammirato la Torre della Campana e la Torre del Tamburo ed aver fatto qualche incursione nei numerosi e immensi centri commerciali, alla ricerca di un po' di refrigerio in questa torrida e umida giornata. Buttiamo un occhio alla moschea e apprezziamo i numerosi rivenditori di cibo della zona, che propongono soprattutto panini cotti al vapore. Un po' deludente invece il mercatino, pieno di oggetti d'imitazione, fatto ad uso e consumo del turista. Mentre ci accingiamo a prendere il bus, ritroviamo i nostri amici anglo-indiani, di ritorno dall'Esercito di Terracotta: ci diamo appuntamento verso le 20. Breve visita alla Pagoda della Piccola Oca, doccia, cambio di stanza per una insopportabile puzza di “tipici” collanti cinesi (al piano di sopra stanno ristrutturando alcune stanze) e alle 20 siamo pronti. Ci dirigiamo in bus tutti e 4 verso la Pagoda della Grande Oca dove ogni sera viene presentato lo spettacolo della fontana. All'arrivo una moltitudine di persone è già sistemata e dopo aver rischiato di ritrovarci in mezzo ai getti d'acqua, ci sistemiamo in posizione panoramica per assistere a questo splendido spettacolo; acqua, luci e musiche coinvolgono lo spettatore per quasi 30 minuti, bagnando i numerosi ragazzi che ogni sera decidono di collocarsi proprio a ridosso dei getti d'acqua che fuoriescono dalla pavimentazione di questa grande piazza: è definito come il più grande spettacolo di questo genere in tutta l'Asia. Tornando a cose meno idilliache: partecipare ad un evento a cui assiste anche solo lo 0,00...1% dei cinesi significa folla oceanica e traffico pazzesco! Bus presi d'assalto e taxi riservati; alla fine riusciamo a rientrare con un moto risciò che a fatica giunge fino alla Torre della Campana. Vorremo cenare tranquilli e seduti in un locale, ma vista l'ora (23.00), abbiamo solo due scelte: o cenare ai baracchini su un marciapiedi o sederci in un fast food; optiamo per un poco romantico KFC ma chiacchieriamo a lungo in questa piacevole compagnia.

MARTEDI' 29 LUGLIO 2008
Colazione sempre con Naz e Mehal: oggi le nostre strade si separano definitivamente, noi rimaniamo a Xian e loro si dirigono a Shanghai in aereo, per poi proseguire per il Sud. Stiamo insieme fino alle 11 ritardando un po' il nostro tour: è proprio un peccato lasciare persone conosciute in viaggio con i quali l'affinità è subito elevata. Ma proseguiamo: bus 603 dalla Porta Sud fino alla stazione dei treni e da qui in circa un'ora con il 306 fino all'ingresso dell'Esercito di Terracotta (¥90 intero/45 studenti). Visitiamo il museo e poi vediamo il filmato illustrativo della ricostruzione dei fatti in un cinema che proietta immagini a 360°. Nel frattempo si mette a piovere e di gran corsa entriamo nell'hangar n° 2 dove apprezziamo gli scavi ancora in corso e 5 statue, le uniche che si possono ammirare da vicino. Nell'hangar n° 3, il più piccolo ma forse il più suggestivo, ammiriamo gli alti ufficiali pronti ad impartire gli ordini per difendere nell'aldilà l'imperatore Quin Shi Huangdi. Ha smesso di piovere e con un certo timore reverenziale ci accingiamo ad entrare nel più importante hangar n° 1, dove sono custoditi i circa 6000 guerrieri che rendono unico questo luogo. Non c'è bisogno di aggiungere molto altro se non per dire che impressiona pensare che per più di 2000 anni la terra ha nascosto questo incredibile esercito voluto per la megalomania e i timori di un singolo uomo. Rientriamo a Xian che sono le 18, ceniamo e visitiamo l'affollato mercato notturno che si sviluppa parallelamente alla via principale. Così birra alla mano, Nicola accompagna Valentina in una serata tra “strazzi e strazzetti” che si concluderà ovviamente con un paio di borsine! Assistiamo anche ad uno scippo ai danni di un turista inglese... quando c'è troppa gente occhi aperti!

MERCOLEDI' 30 LUGLIO 2008
Sveglia con calma, colazione e partenza in direzione Luoyang. Alla stazione delle corriere, dopo solo una richiesta di indicazione, siamo già accompagnati: un ragazzo si auto incarica di portarci fino al bus che in 5 ore dovrebbe portarci a Luoyang (¥90). Ma tra la pioggia, il traffico, un paio di incidenti sull'autostrada e qualche sosta aggiuntiva, il viaggio si trasforma in un estenuante trasferimento di più di 7 ore! Dopo aver trovato un albergo per la notte ci dirigiamo a cena, vera nota positiva della giornata. Da subito capiamo che nessuno parla una parola di inglese, ma troviamo una disponibilissima cameriera che basandosi sul menu della Lonely Planet ci fa capire i piatti a disposizione. Ordiniamo maiale con le cipolle, melanzane stufate (buonissime), riso, birra e mantou spendendo solo ¥28 in questo simpatico ristorantino completamente arredato in bianco. Due passi per la città e a letto.

GIOVEDI' 31 LUGLIO 2008
Sveglia alle 7.30 visto che il breakfast incluso nel prezzo della stanza si serve solo fino alle 8.30... era meglio dormire! Ci troviamo infatti a fare colazione con cibi freddi un po' stantii e con mosche che girano per questo immenso ristorante, più simile ad un antico museo, dimesso da tempo. Prendiamo il bus 81 (¥1,5) e in circa 30 minuti siamo alle grotte di Longmen patrimonio dell'UNESCO; l'ingresso è di ben ¥80 (senza sconti per studenti). Passiamo quasi tutta la giornata in questo bel parco, due colline attraversate da un fiume, tempestate di grotte contenenti statue del Buddha in alcuni casi gigantesche. Il caldo oggi è veramente impegnativo e le scalinate non aiutano, ma visitiamo, tra le altre, la Grotta del Fior di Loto e il gigantesco Buddha Losana. Quando usciamo sono quasi le 17 e per le 18.30 siamo a cena nello stesso ristorantino di ieri sera, ma oggi giochiamo alla roulette: ordiniamo tre piatti a caso dal menu in cinese e ben presto ci ritroviamo con tre pesci brasati in salsa di soia (¥18), un piatto di tagliolini in brodo con verdure e patate (¥8) e peperoni saltati in padella (¥4): tutto squisito! Ci dirigiamo verso il centro, dove, molti gruppi di persone ballano: alcuni qualcosa di simile al liscio, altri musiche tradizionali, altri ancora musica quasi da disco, in tutti i casi sotto la sorveglianza di una maestra-coreografa... insomma una specie di centro fitness in piazza, anche, se a dire il vero, qui l'aria lascia molto a desiderare visto il numero di auto che percorrono le strade circostanti.

VENERDI' 1 AGOSTO 2008
Ci svegliamo con calma visto che ieri sera abbiamo barattato la colazione con due bottigliette d'acqua... e questo la dice lunga sul menu! Ci dirigiamo verso il centro commerciale dove compriamo yogurt e paste fresche per la colazione, ma anche un paio di magliette a ¥15 utili nei prossimi giorni, visto l'esiguo bagaglio che abbiamo portato fino a qui. Rientriamo in hotel per le 12, ritiriamo gli zaini e per le 13 siamo in partenza per Kaifeng (¥50) che raggiungiamo in sole 3 ore. Bus n°10 e siamo nel centro città dove pernottiamo. Cena in stile europeo con pasta, uova e bistecca al pepe (abbondante), servite su un piatto in ferro talmente bollente che la cameriera ci protegge con un tovagliolo dagli schizzi della carne ancora in cottura. Il centro della città si anima per sera con una specie di sagra popolare allestita in tempi rapidissimi: alle 18 tutto è tranquillo, ma alle 18.30 in un lampo vengono allestiti decine di chioschi, con tanto di tavole e sedie, che cucinano, pesce e carne nelle più diverse varietà... una vera e propria fiera!

SABATO 2 AGOSTO 2008
Dopo la solita colazione a base di mantou, zucchine e germogli di soia, cerchiamo di acquistare una sim telefonica e dopo un primo tentativo fallito, riusciremmo anche a comprarla se non fosse che il piano telefonico che ci propongono è troppo costoso. Ci dirigiamo poi a visitare un tempio buddhista, una chiesa cristiana e una moschea musulmana, che qui sono concentrati in un raggio di pochi metri. Ci dirigiamo poi alla Pagoda di Ferro e al relativo parco, che ci offre inoltre l'opportunità di visitare una bella collezione di bonsai in un ambiente molto suggestivo. Rientriamo in centro, mangiamo un po' di cibi fritti, (in particolare un treccione di pane appena scolato dall'olio e che darà del filo da torcere al nostro stomaco per un paio d'ore!) e proseguiamo la visita, ammirando il Tempio del Primo Ministro e altri templi minori. Ancora cena di carne e full immersion tra gli aromi del mercato notturno che oggi, sabato, è ancora più affollato. Rientriamo dopo una giornata passata in questa città che, eccettuato il bel parco, non ci ha detto granché e che forse è un po' troppo decantata per quello che ha da offrire.

DOMENICA 3 AGOSTO 2008
Come ieri colazione cinese in una affollata sala ristorante e partenza in direzione Qufu. Il primo tratto di strada da Kaifeng a Hezé lo facciamo con un bus che fa servizio locale e che quindi percorre le campagne fermandosi ovunque invece di utilizzare la superstrada; ci dà modo di vedere una Cina più povera e meno moderna di quella che vive nelle città, con grandi campagne coltivate a mais e a frutteto, il tutto però intervallato dagli alti camini delle industrie e disseminati ovunque: è raro vedere un panorama senza tralicci elettrici e ciminiere. Il secondo bus da Hezé a Qufu prende la superstrada e li ci lascia: non ci era mai capitato di essere scaricati sul cavalcavia di uno stradone, ma un solerte bigliettaio ci indica la strada sterrata da prendere e che a piedi in due minuti ci porterà in un punto comodo per raggiungere la città. Scendiamo insieme ad un cinese che per fortuna parla un po' d'inglese e che ci propone di prendere con lui un auto privata facente parte di questo organizzato sistema cinese. Dividiamo la corsa e ci sistemiamo nel meno peggio albergo tra quelli visti, unica nota stonata di questa bella cittadina (scopriremo solo domani della presenza di un ostello nuovo e pulito!). Ceniamo in un bel locale talmente nuovo che gli operai sono ancora indaffarati a completare gli ultimi particolari. Cena come sempre buonissima illustrata da un gestore che parla un ottimo inglese e che ci offre anche un piatto locale in segno di ospitalità. Passeggiamo per il centro della città che anche qui si anima di sera con ottimi profumi di strani piatti esotici.

LUNEDI' 4 AGOSTO 2008
Questa mattina ci concediamo un “quasi caffelatte” con due fette di torta al cioccolato e panna in una pasticceria che non ci era sfuggita ieri sera. Dopo questa piccola concessione ci dedichiamo alla visita di Qufu, tutta imperniata sulla figura del saggio Confucio che qui visse, predicò e morì. Prima visitiamo il tempio di Confucio, un incredibile susseguirsi di sale, templi e giardini che in alcuni tratti ricordano la città proibita di Pechino per bellezza e raffinatezza. Pranziamo che è quasi l'una in un piccolo ristorante affollatissimo e poi ci dirigiamo alla residenza del saggio. La giornata è piacevolissima, tersa e calda ma senza l'umidità dei giorni scorsi. Infine lunga camminata fino alla tomba del filosofo, un grande parco che comprende anche alcune centinaia di stele e tombe dei discepoli. Usciamo dal parco alle 18, orario di chiusura, dopo una bella passeggiata nel bosco, ma non ancora contenti rientriamo in città a piedi nonostante gli insistenti inviti dei conducenti di ciclo risciò elettrici. Ceniamo assistendo ad un banchetto dei nostri vicini di tavolo a base di pesce, carne e scorpioni! Rientriamo in hotel dove riceviamo la telefonata di Radio BCS, che anche quest'anno ci seguirà per una settimana durante il nostro viaggio.

MARTEDI' 5 AGOSTO 2008
Sveglia alle 7 per partire e lasciare Qufu, bella tappa del nostro itinerario, una città di quasi 100.000 abitanti che sa essere moderna senza però rinnegare il suo importante passato, piena di negozi di firma ma al tempo stesso di abitazioni dell'epoca imperiale, particolare non trascurabile in questa Cina che sta rinunciando alla parte storica per entrare di corsa nel terzo millennio. Alle 8.30 partiamo puntualissimi per Qingdao. Dopo quasi 40 minuti trascorsi per raccogliere qualche passeggero ci ritroviamo fermi in superstrada per un problema al bus. Dopo circa un'ora giunge un mezzo sostitutivo, ma al limite del tragicomico ci ritroviamo subito fermi in un ingorgo che abbiamo visto crescere a causa di un incidente stradale. Arriviamo alla periferia di Qingdao e ci accordiamo uno strano autista di uno strano mezzo a tre ruote per raggiungere l'ostello. Passeggiamo sul lungomare di questa città che tra qualche giorno ospiterà le gare di vela dei giochi olimpici. Col bus 316, ci dirigiamo nella zona commerciale, ricca di grattacieli, di banche e di negozi di abbigliamento firmato. Bella passeggiata in riva al mare tra le strutture architettoniche create per i giochi olimpici. Rientriamo nella zona storica dove a fatica troviamo un posto decente dove cenare.

MERCOLEDI' 6 AGOSTO 2008 - GIOVEDI' 7 AGOSTO 2008
Due giorni dedicati al relax. Prendiamo il bus 316 e poi il 317 per raggiungere la spiaggia di Shilaoren dove possiamo goderci un po' di spiaggia pulita e fare un bagno nel Mare Giallo. Note: non si può fare il bagno fuori dalle zone delimitate (pena il richiamo del vigile poliziotto con il megafono) e non si possono lasciare gli asciugamani incustoditi per troppo tempo altrimenti finiscono nella spazzatura... come i nostri!

VENERDI' 8 AGOSTO 2008
Mattinata tranquilla con un salto al Jusco, supermercato in zona commerciale, per attrezzarci per la cena che si svolgerà in treno, visto che dalle 15.30 fino alle 6.00 di domani mattina, saremo in treno in direzione Nanjing (Nanchino). Rientrati nel centro, visitiamo la chiesa cristiana, pranzo e ultima passeggiata sul lungomare. Per le 14.30 siamo alla stazione dei treni, che qui in Cina sono come gli aeroporti: nuove, immense, con tanto di check-in e sala d'attesa. Partiamo puntuali e dopo un'ora siamo già in piena conversazione con i nostri “vicini di letto”; prima con un gruppo di giovani sud coreani, con i quali discutiamo della difficile situazione della Corea del Nord (ci scappa pure una cantatine con tanto di chitarra in stile gita), poi con una famiglia di cinesi, curiosi di conoscerci e orgogliosi di descriverci le bellezze della Cina... ci raccontano anche che i figli presto se ne andranno per completare gli studi universitari in Canada. Interrompiamo la conversazione per la cena anche perché alle 21.30 si spegne tutto.

SABATO 9 AGOSTO 2008
Sveglia alle 5.30: notte passata tra il freddo dell'aria condizionata e il caldo del piumino. Alle 6.00 siamo in stazione a Nanchino e con il bus n°13 giungiamo in ostello che sono le 7.00... tutto tace. Facciamo colazione con un buon caffè caldo e dopo un “non c'è la stanza” e un “forse si”, ci accontentiamo di una stanzetta con un letto ad una piazza e mezza senza bagno. Col bus n°20 ci dirigiamo verso la collina a nord-est della città. Visitiamo un bel giardino ricco di laghetti, rocce e piante; rientriamo prima a piedi e poi in bus da questa collina senza troppa soddisfazione. Ci ritroviamo per errore dalla parte opposta della città, ma una cortese vecchina ci prende per mano e ci conduce fino alla metro. Da qui, in direzione del tempio Fuzi, ci imbattiamo in un semplice ristorante ma che si rivelerà una bellissima esperienza culinaria. Capiamo a fatica come si ordina, ma ben presto ci arriva una grande pentola divisa in due che viene collocata sul fornello che si trova al centro del tavolo; all'interno due zuppe una delicata di pesce e verdure e una piccante. Prendiamo dal frigo-espositore una decina di spiedini e li cuciniamo in questi brodi: pranzo buono e divertente! Al momento del conto notiamo lo sconforto tra i camerieri: abbiamo ordinato troppo poco e visto che il prezzo è fisso (¥30 in due) sono costretti a darci alcune bevande-omaggio per far tornare i conti. È sabato pomeriggio e si vede: nella zona pedonale è tutto un susseguirsi di negozi con merce in saldo, presi d'assalto da centinaia di cinesi. Noi oltre ad un paio di maglie ci soffermiamo in una specie di tutto a 1 euro che qui potremmo chiamare tutto a 10 yuan: non resistiamo e usciamo con una borsa piena di cose utili/inutili. Per cena torniamo al King Restaurant dove, con più esperienza, ci concediamo trenta spiedini con gamberi, polipetti e funghi. Soddisfatti torniamo in ostello con la metro e concludiamo alle 23 questa lunga giornata iniziata 17 ore fa!

DOMENICA 10 AGOSTO 2008
Partenza dopo colazione per Suzhou e arrivo per le 13.30 in una stazione dei bus molto caotica. Con il bus n°5 arriviamo in un bellissimo ostello ricavato da un'antica abitazione restaurata. Sono le 15.00 e decidiamo di pranzare provando i dumpling, tortelli ripieni cotti al vapore: neanche a dirlo sono buonissimi, in particolare quelli al ripieno di pesce. Ci dirigiamo poi verso le Pagode Gemelle e infine all'imbarco dei battelli che compiono il giro tra i canali di questa città: il tour parte però un'ora più tardi rispetto alle nostre informazioni e visto il cielo carico di pioggia decidiamo di attendere al coperto... per la verità non pioverà nemmeno questa sera. Dopo una piacevole ora in barca trascorsa tra i ponti e i canali rientriamo in centro, facciamo il bis di ravioli e passeggiamo per l'affollatissimo centro cittadino come sempre invaso di negozi illuminati.

LUNEDI' 11 AGOSTO 2008
Dopo un vano tentativo di dirigerci a Tongli (pochi bus e posti prenotati... forse era meglio dirigerci alla stazione sud dei bus) ci concentriamo a visitare Suzhou. Visitiamo la Pagoda del Tempio Settentrionale salendo fino al 9° piano e dopo un abbondante piatto di riso fritto ci rechiamo al museo della seta dove assistiamo al processo di lavorazione... inutile dire che la visita dei bachi dopo pranzo non è stata il massimo! Nel caldo pomeriggio, ci rechiamo alla visita del Giardino dell'Amministratore Umile (¥70) il più grande e forse il più bello della città: una moltitudine di piante di loto emergono dai numerosi stagni che incorniciano le antiche sale in legno di questo esteso complesso. Bellissimo il giardino di bonsai nel lato occidentale del parco che fa rallentare di molto la visita che si conclude alle 18.00, orario di chiusura di tutti i giardini della città. È giunto il momento per Valentina di dare una sistemata ai capelli e, dopo un'attenta analisi, scegliamo un negozio centrale pieno di giovani parrucchieri e molto frequentato. L'ingresso di una folta chioma bionda e mossa genera euforia e allo stesso tempo disperazione visto che qui tutte le cinesi hanno lunghi capelli neri e lisci. Ma tra una mezza parola d'inglese e molti gesti, inizia l'opera di Monica, che dopo una lunga fase di studio, inizia a tagliare... risultato finale eccellente dopo quasi due ore di lavoro!

MARTEDI' 12 AGOSTO 2008
Prendiamo la bici e ci dirigiamo verso il Ponte della Cintura Preziosa un antico ponte con 53 arcate che a detta della nostra guida dovrebbe essere a 4km di distanza. Dopo quasi un'ora ci ritroviamo in zona, ma con la strada interrotta per lavori; chiediamo a due poliziotti come fare e in men che non si dica ci ritroviamo a bordo dell'auto con la nostra bici nel bagagliaio! Lungo tragitto in auto per raggiungere la strada dall'altro lato. Vediamo in po' da lontano il ponte e poi veniamo ricondotti sulla giusta strada pronti per rientrare in città dopo 30 minuti di police-tour. Come se non bastasse ci aiutano a sistemare la catena caduta scaricando le bici: partendo dall'Italia non avremmo mai detto di incontrare tanta disponibilità da parte della polizia cinese. Pranziamo velocemente, ritiriamo gli zaini in ostello e prendiamo il bus che in due ore ci conduce ad Hangzhou. Bus K55 dalla stazione est al nostro ostello e quasi un'ora di tragitto. Siamo proprio sulla riva del lago occidentale principale attrazione della città e ne approfittiamo per goderci il tramonto. Cena in uno dei tanti locali della zona commerciale e, prima di rientrare, assistiamo al piccolo spettacolo di luci e suoni che si svolge sul lago e che incolla alle telecamere i numerosi turisti cinesi.

MERCOLEDI' 13 AGOSTO 2008
Noleggiamo le bici tutta la giornata (¥24) e ci dirigiamo verso la parte sud del lago. Ammiriamo la bella pagoda Leifeng, dedichiamo quasi un'ora al museo della seta, sicuramente interessante nei contenuti ma anche molto bello nella moderna esposizione e architettura. Proseguiamo la visita percorrendo la strada Su che divide in due parti il lago. Apprezziamo gli splendidi giardini e i laghi ricchi di carpe koi. Dopo pranzo, passeggiamo tra i sentieri costeggiati da fior di loto con un po' di invidia per le bellissime case in legno che si affacciano sul lago. Completata la circumnavigazione del lago, riconsegniamo le bici, ceniamo a base di ramen e dumpling e ci concediamo gelato e caffè per concludere al meglio questa piacevole e rilassante giornata.

GIOVEDI' 14 AGOSTO 2008
Noleggiamo le bici per un'ora (la prima è gratis) per fare colazione in centro e poi, dopo un'affannosa ricerca, prendiamo il bus K35 per la stazione dei bus per dirigerci a Wuzhen, cittadina che dista un'ora e mezza da Hangzhou. Il traffico ci fa attraversare la città in più di un'ora e tra una cosa e l'altra giungiamo a Wuzhen alle 13.00. Biglietto d'ingresso molto costoso (¥100) per questa piccola cittadina che ha conservato l'atmosfera della tarda dinastia Qing, con case in legno che si affacciano sul fiume. La visita è disturbata dalla pioggia; poco male, visitiamo gli interni di alcune abitazioni giusto il tempo dell'ultimo scroscio. Non mancano inoltre attività legate alla tradizione cinese, quali il teatro delle ombre cinesi e il canto, in entrambi i casi musicati da alcuni anziani del luogo. Nel complesso la visita è piacevole, anche se la tendenza a migliorare l'antico, sembra creare una specie di Gardaland, come già notato in altre città. Rientriamo ad Hangzhou dopo le solite due ore e passa di bus, ceniamo e rientriamo tra i lampi e i tuoni che ci permettono di passeggiare apprezzando un'altra visuale del bel lago.

VENERDI' 15 AGOSTO 2008
Come ieri, approfittiamo delle bici gratuite, ci rechiamo in centro per la colazione, passiamo a prendere gli zaini sempre in bici e col solito bus e la solita ora di tragitto ci rechiamo all'autostazione per poi dirigerci a Shanghai, ultima tappa del nostro viaggio. Dopo due ore giungiamo alla bus station, talmente grande da sembrare un aeroporto, pranziamo in un ristorante-baracchino e ci concediamo una bella fetta di torta alla pasticceria vicina. Metro fino in centro facendo un po' di confusione tra est e ovest ma in bus arriviamo al nostro ostello. Inizia a piovere e tra uno scroscio e l'altro ci rechiamo al Bund e poi a Nanjing road, dove ceniamo. La pioggia non ci risparmia e l'aria condizionata fa il resto: la Vale, a ora di sera, è un po' malconcia.

SABATO 16 AGOSTO 2008
Cielo coperto ma non piove: ci dirigiamo subito sul Bund e poi visitiamo Pudong, il quartiere moderno di Shanghai, una specie di New York in piena Cina, con grattacieli alti più di 400 metri e torri dalle forme futuribili. Il cielo non premette nulla di nuovo e in fretta rientriamo anche perché la situazione clinica di Valentina peggiora: febbre a 38! Dopo le cure del caso, uscita di Nicola in direzione museo di Shanghai. Al museo una lunghissima fila di persone scoraggia la visita e così passeggiata tra i numerosi centri commerciali come sempre presi d'assalto. In serata, passeggiata sul Bund che di notte si illumina in maniera diversificata: predomina l'arancione nei palazzi in stile europeo, mentre i rossi, verdi e blu psichedelici tipici delle tecnologie cinesi pervadono il moderno quartiere di Pudong.

DOMENICA 17 AGOSTO 2008
Ancora una giornata in ostello per Valentina a smaltire la febbre prima della partenza di stanotte. Nicola invece visita il “50 Moganshan Road” un vecchio centro industriale, oggi ristrutturato e adibito a mostra d'arte moderna, dove numerosi artisti espongono e lavorano le loro opere. Lunga passeggiata tra i palazzoni di questo quartiere e metro fino alla concessione francese, che per la verità non differisce di molto dal resto della città. Rientro in ostello e preparativi per la nostra partenza. Prendiamo prima la metro e poi il Maglev, il treno a levitazione magnetica che in pochi minuti collega ad alta velocità Shanghai al suo aeroporto; dopo gli acquisti per dilapidare gli ultimi yuan rimasti, prendiamo i due voli che ci riportano in Italia.